mercoledì 1 giugno 2011

Le ruspe contro l'antica via Flaminia

Le ruspe contro l'antica via Flaminia
Ester Palma
Corriere della Sera - Roma 8/5/2011

Il tracciato è ancora intatto. Si muove un comitato. «Ha bellezze paragonabili a quelle dell'Appia»
A rischio anche il mausoleo del Gladiatore. Dovrebbero sorgere villette

Un tesoro archeologico, compreso il mausoleo detto del Gladiatore rischia di sparire sotto le ruspe per fare posto a una schiera di palazzine. In via Vitorchiano, nel XX Municipio, è venuta alla luce l'antica Flaminia, con il tracciato praticamente integro. Ma quel terreno era stato promesso per costruire case. Ora, per fare un parco archeologico secondo solo a quello dell'Appia antica — come dice l'archeologa Daniela Rossi — si sta muovendo un comitato che ha rivolto un appello al sindaco Alemanno.

Rischia di essere cancellato dalle ruspe, di finire sotto tre anonime palazzine l'antichissimo tracciato della via Flaminia, con il suo contorno di tombe e monumenti: quelli già venuti alla luce sono bellissimi e imponenti, ma molto, moltissimo altro c'è sotto terra, peraltro ad appena sette metri di profondità. Solo in Italia può succedere che un'area che potrebbe diventare un parco archeologico meraviglioso e ricco di attrattive per il turismo rischi di essere sepolta e dimenticata. La vicenda di via Vitorchiano, nel XX Municipio, inizia nel 2008. Quando la Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Roma inizia i sondaggi per un intervento di ristrutturazione urbanistica, all'altezza del km 8,500 della Flaminia. C'è un'area industriale abbandonata, che il gruppo proprietario del lotto pensa di trasformare in palazzine per abitazioni. L'ipotesi degli archeologi di poter trovare la strada romana si rivela fondata: il tracciato è in condizioni di straordinaria integrità, largo 4 metri e con ai lati ancora praticamente intatta la striscia originaria realizzata utilizzando anche antichissime stele funerarie trovate quasi certamente sul posto e riconducibili a un cimitero preesistente e aperto dopo la battaglia di Ponte Milvio. Di tombe, monumentali e imponenti, era certamente fiancheggiata la Flaminia: su entrambi i lati della strada ne vengono rinvenuti i resti. Un mausoleo attira l'attenzione degli studiosi di tutto il mondo: quello di Marco Nonio Macrino, proconsole d'Asia sotto l'imperatore Marco Aurelio, nel II secolo dopo Cristo. Un personaggio importante, tanto da essere scambiato per il celebre Gladiatore di hollywoodiana memoria. II sepolcro è in pezzi, ma potrebbe 15 L'altezza del mausoleo di Marco Nonio Macrino, scambiato per quello del Gladiatore essere ricostruito perfettamente: 15 metri di altezza per io di larghezza e i8 di lunghezza, tutto in marmo e con la forma di un tempio. «Per importanza dei ritrovamenti e per le sue immense potenzialità, il sito di via Vitorchiano è secondo soltanto all' Appia antica - commenta Daniela Rossi, l'archeologa che fin dall'inizio coordina i lavori di scavo - Di fronte a quello del proconsole Macrino si intravede un altro mausoleo altrettanto spettacolare, con marmi lavorati. Si tratta di ritrovamenti eccezionali, da 25 o 30 anni a Roma non veniva fuori niente di simile. E chissà cos'altro potremmo trovare proseguendo gli scavi». Anche perché, secondo l'archeologa, il sito è stato miracolosamente preservato dalle spoliazioni che nei secoli si sono susseguite su altre aree antiche: a salvarlo è stata la sua posizione, molto vicina al Tevere e alle sue periodiche inondazioni. «Abbiamo ritrovato i forni da calce medievali, insieme agli strumenti di bronzo degli scalpellini, evidentemente sorpresi dall'ultima alluvione, che ha sepolto il sito fino ai nostri giorni - spiega ancora la Rossi - C'erano anche i resti di una mucca usata per trasportare il materiale». Gli scavi al momento sono fermi, in attesa delle decisioni del Comune. Che già nell'ormai lontano 1991 aveva deciso di creare il parco archeologico della Flaminia, da Ponte Milvio a Malborghetto. II progetto era stato approvato e finanziato, ma non è mai stato realizzato. Ma oggi per salvare dalle ruspe via Vitorchiano e le sue meraviglie sepolte si è formato un vasto movimento d'opinione, che ha già coinvolto il XX Municipio e lo stesso Comune: «C'è una proposta di risoluzione che vogliamo portare in Campidoglio, per estendere a tutta l'area il vincolo archeologico - spiega Marco Periva, locale assessore alla Cultura -. Sarebbe folle rinunciare a un patrimonio simile e a tutte le implicazioni turistiche che ne possono derivare. La Sovrintendenza aveva dato parere positivo alla costruzione di due delle palazzine previste, ma era subordinato agli approfondimenti di indagine. Ci daremo da fare, faremo interrogazioni parlamentari, via Vitorchiano va salvata a tutti i costi». Anche perché il sito acquista un valore ulteriore alla luce dei progetti per le Olimpiadi del 2020: «Sul posto stesso potrebbe essere realizzato un museo a cielo aperto, da raggiungere anche grazie alla pista ciclabile sul Tevere, per unire natura, arte e storia in un percorso unico al mondo», aggiunge Perina. A lanciare un appello al sindaco Alemanno perché preservi il sito e compensi il costruttore con un altro terreno edificabile è anche una battagliera associazione di cittadini e commercianti di Vigna Clara, la Assocommercio Roma Nord: «Non vogliamo rassegnarci all'idea che la vista del mausoleo di Marco Nonio Macrino debba comprendere nel suo orizzonte l'affaccio del balcone del signor Tizio, novello proprietario di metrature con rifiniture di lusso», scrivono nel loro appello al sindaco. E aggiungono, sempre rivolti a Alemanno: «Il suo recente piano strategico di sviluppo di Roma Capitale prevede già una progettualità di sistema finalizzata al recupero e alla valorizzazione dell'immenso patrimonio archeologico, per incrementarne la capacità attrattiva. Quale migliore occasione di applicarlo?». Spiega il presidente del comitato, Giovanna Marchese Bellaroto: «I1 sindaco è anche commissario straordinario e come tale può provvedere in deroga a ogni disposizione vigente per tutelare il patrimonio storico e ambientale. Oltretutto sarebbe bello, proprio per i 150 anni dell'Unità d'Italia, consegnare alle future generazioni un pezzo ancora inedito della storia della Capitale». Si aspettano, con sollecitudine, risposte dal sindaco.

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