martedì 14 dicembre 2010

A rischio 32 siti archeologici

A rischio 32 siti archeologici
Il Sole 24 ore Roma 24/11/2010

Dalla Domus Aurea ai Fori: servono 27 milioni per salvare il patrimonio artistico dal degrado
Bando per il Colosseo: Della Valle pronto a finanziare il restauro

Trentadue monumenti malati gravi, sui quali si stanno effettuando 65 interventi d'urgenza con una spesa che si aggira intorno ai 27 milioni. Dal Palatino alle Terme di Caracalla, dal tempio di Minerva Medica all'Appia antica, fino all'acquedotto Claudio. La mappa dei siti archeologici "sorvegliati speciali", per evitare disastri come quello della casa dei gladiatoria Pompei, è contenuta nel piano di investimenti del commissario delegato per le aree archeologiche di Roma e Ostia antica, Roberto Cecchi. Che avverte: «La situazione è difficile e non ci permette di escludere i rischi. Quello che bisogna fare, e che stiamo facendo, è prima mettere mano alle emergenze e poi effettuare una serie continua di interventi mirati alla conservazione, per evitare di arrivare al punto critico». Intanto si attende ancora di sapere quali saranno gli sponsor disposti a mettere sul piatto del restauro del Colosseo 23 milioni per completare gli interventi previsti sull'anfiteatro. Di certo si sa solo che Diego della Valle è pronto a scendere in campo. Il proprietario della Tod's ha infatti risposto al bando dei Beni culturali che si è chiuso il 30 ottobre. Silenzio sul resto dell'operazione e sul numero delle offerte giunte: bocche cucite al ministero, no comment dal Campidoglio.

mercoledì 8 dicembre 2010

Il fascino dell´antico nella Roma del ‘700

Il fascino dell´antico nella Roma del ‘700
DOMENICA, 28 NOVEMBRE 2010 LA REPUBBLICA - Roma

La mostra, che verrà inaugurata martedì, proporrà 140 opere provenienti da importanti strutture museali italiane e straniere

Lea Mattarella
«L´unica via per diventare grandi e, se possibile, inimitabili è l´imitazione dell´antico», affermava convinto il teorico del Neoclassicismo Johann Joachim Winckelmann nel 1755. Il luogo dove si poteva, non solo imitare l´antichità, ma anche ispirarsi a questa per orientare il gusto verso una nuova visione del mondo, a quei tempi era l´Italia. E più esattamente Roma, culla di un passato grandioso che andava recuperato come dimora, luogo ideale dello spirito.
La mostra "Roma e l´antico. Realtà e visione nel ‘700", a cura di Carolina Brook e Valter Curzi, che apre al pubblico martedì 30 novembre (fino al 6 marzo, catalogo Skira) nel nuovo spazio espositivo della Fondazione Roma Museo, ricostruisce una città davvero al centro delle vicende dell´arte del tempo. Non c´era artista o studioso o, comunque, uomo di cultura che non considerasse il viaggio nella Città Eterna come essenziale alla sua formazione. Visitare Roma significava ritrovare le proprie radici, la propria memoria. Qui si scavava, si estraevano frammenti di un mondo lontano ma non perduto, che si studiavano, si restauravano, qualche volta si integravano, o magari si falsificavano, perché la richiesta di oggetti antichi era sempre più elevata. Winckelmann, per esempio, era convinto che il più bel dipinto dell´antichità fosse rappresentato da un affresco raffigurante Giove che bacia Ganimede che oggi è in mostra. Solo che è attribuito al suo vero autore, Anton Raphael Mengs il quale, non a caso, proprio per questa sua capacità di recuperare i canoni della classicità, era l´artista più ricercato del suo tempo.
«È giusto inaugurare il nostro nuovo spazio espositivo in un luogo storico come Palazzo Sciarra proprio con una mostra dedicata a Roma», spiega il professor Emmanuele Francesco Maria Emanuele, presidente della Fondazione Roma, istituzione impegnata non solo nelle attività che riguardano arte e cultura, ma anche nell´istruzione, nella ricerca, nel volontariato e nella sanità, con iniziative come l´Hospice dove si assistono i malati di cancro, di Alzheimer e di Sla.
«La nostra attività espositiva - prosegue Emanuele - si articolerà con le mostre dedicate al passato, che si terranno nell´edificio appena aperto, e quelle di arte contemporanea a cui sarà interamente destinata la vecchia sede di Palazzo Cipolla». Le 140 opere, provenienti da importanti musei italiani e stranieri, rivelano un immaginario interamente pervaso dall´amore per l´antico. Dai quadri alle sculture fino agli oggetti, canoni e temi della classicità vengono rivissuti con sicurezza, desiderio di emulazione ma anche con romantica nostalgia. Tuttavia questa non è un´esposizione sul Neoclassicismo. Il percorso tra le sale immerge dentro l´atmosfera di una raccolta d´arte del Settecento, in cui, accanto ai capolavori del passato, dall´Apollo Citaredo all´Erma di Pericle (ritrovata a Tivoli nel 1779), convivono felicemente la perfezione vibrante di David e di Canova, le invenzioni di Piranesi, gli intarsi di marmi colorati, le creazioni ‘capricciose´ di Giovanni Paolo Panini. E anche le copie di affreschi o di statue già allora diventate leggenda.

venerdì 3 dicembre 2010

"Troppi tagli, allarme monumenti a rischio Domus Aurea e Colosseo"

"Troppi tagli, allarme monumenti a rischio Domus Aurea e Colosseo"
ANNA RITA CILLIS
SABATO, 20 NOVEMBRE 2010 LA REPUBBLICA - Roma

La denuncia della Cgil dopo i crolli a Pompei e a Gela

"Per le mostre e gli eventi nei musei cittadini si passerà da 14 milioni di euro a 2,8"

È la Cgil a lanciare l´allarme: «I tagli alla cultura previsti nella Finanziaria mettono a rischio anche la manutenzione e la tutela di monumenti come il Colesseo e la Domus Aurea». Ma non solo, visto che «conti alla mano», spiega Lorenzo Mazzoli, segretario generale della Funzione Pubblica Cgil territoriale. «I milioni in meno saranno in tutto circa 11: dai 14 del 2009 ai 2,8 del 2011». E dunque, secondo la sigla confederale, la città perderà il suo «primato» e «mostre come quella di Caravaggio, la più visitata in Italia, ce le possiamo scordare».
Per la Fp Cgil, «oltre agli abbattimenti contenuti nella manovra Finanziaria c´è una generale carenza di finanziamenti nel settore della cultura che mette, quindi, a repentaglio la gestione e la cura di siti archeologici delicati di cui la Capitale è ricca oltre alla sopravvivenza di importanti istituti di cultura e ricerca come il museo Tasso e l´accademia di San Luca». Poi il numero uno della Fp Cgil di Roma e Lazio lancia un appello alle istituzioni «per scongiurare questo pericolo» e per chiedere «un passo indietro rispetto alla legge 122» contenuta nella manovra estiva. Tutte sforbiciate «che producono crolli», dice Mazzoli: da quelli occupazionali sino ai ricavi. Visto che il comparto si vedrà «diminuire dell´80% i fondi», così facendo «si mette in crisi un´economia strettamente collegata a un patrimonio che potrebbe scomparire», aggiunge il sindacalista.
E dietro lo slogan "Costruiamo cultura", che racchiude anche una raccolta firme per «fermare l´esecutivo», il sindacato lancia un invito ai «cittadini affinché si rendano conto del pericolo che corre la Capitale» e una provocazione: «Ci opporremo in tutti i modi alla scure del governo. Non è esclusa una mobilitazione dei lavoratori dei musei: si tratterebbe di una paralisi temporanea che servirebbe a scongiurare quella permanente», avverte Lorenzo Mazzoli.
Siti archeologici, mostre, eventi a Roma «producono e potrebbe produrre ulteriormente sviluppo e occupazione», dice il segretario e snocciola dati al riguardo: «Nel primo semestre 2010 i visitatori nei musei statali sono cresciuti del 32% rispetto al 2009, e in quelli civici del 45%: è un aumento di ingressi che descrive l´interesse del pubblico per i siti archeologici più noti, come il Colosseo e il Foro Romano, ma anche per i nuovi poli del contemporaneo del Macro Reggio Emilia e del Macro Pelanda».
E la raccolta firme per la petizione prosegue: stasera, per la Notte dei musei in musica, il sindacato sarà davanti alle gallerie per informare i cittadini degli effetti dei tagli.

martedì 23 novembre 2010

Tornano in Italia le statue romane rubate

Tornano in Italia le statue romane rubate. Carabiniere in vacanza negli Usa ne riconosce una in vetrina e dà il via all´indagine
GABRIELE ISMAN
SABATO, 20 NOVEMBRE 2010 LA REPUBBLICA - Roma

Un maresciallo dei carabinieri in vacanza a New York vede nella vetrina di un antiquario un torso di statua femminile panneggiata che gli sembra familiare e lo fotografa con il cellulare. Da lì parte l´operazione di recupero dell´opera in marmo di epoca romana che era stata rubata nel giugno 1988 dal museo archeologico di Terracina. È nata così la restituzione di una delle due opere romane - entrambe del I-II secolo dopo Cristo, con valutazioni che avevano raggiunto i 500 mila euro - recuperate dal comando carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale, a cui, peraltro, appartiene anche quel maresciallo, Michele Speranza.

L´altra opera tornata dagli Stati Uniti è un bronzetto romano raffigurante Zeus o Poseidone, rubata la notte del 13 maggio 1980 dall´Antiquarium del Museo nazionale romano in piazza dei Cinquecento, insieme ad altri nove bronzetti: uno solo era stato recuperato anni fa. E come il torso tornerà a Terracina, così il bronzetto sarà restituito presto al museo romano.
«Ritrovamenti importanti, che testimoniano due nostre modalità tipiche di lavoro» dice il generale Pasquale Muggeo, nuovo comandante dei carabinieri dei beni culturali. In un caso l´acume del maresciallo, e nell´altro la collaborazione con le autorità americane e, come dice il tenente colonnello Raffaele Mancino, comandante del reparto operativo dei carabinieri per la tutela del patrimonio, «l´aver tracciato l´opera nei suoi spostamenti. La collezionista che alla fine l´aveva acquistata (per 340 mila dollari, ndr) per ultima, l´ha riconsegnata senza pretendere nulla».
«Entrambi i pezzi sono importanti» garantisce Stefano De Caro, archeologo e direttore generale per le Antichità del ministero dei Beni culturali. del bronzetto si era occupata per una consulenza privata anche Marion True, curatrice del Getty Museum, finita sotto processo per associazione a delinquere, ricettazione e traffico illecito di beni archeologici e acquisizione illegale di circa 35 opere nel periodo compreso dal 1986 al 1990. Il processo si è concluso per la prescrizione dei reati.

mercoledì 3 novembre 2010

Parco di Villa Borghese. Vandalismi, indifferenza, rifiuti e incuria. Così muore un patrimonio dell'umanità

Parco di Villa Borghese. Vandalismi, indifferenza, rifiuti e incuria. Così muore un patrimonio dell'umanità
Margherita D’Amico
Corriere della Sera – Roma 3/11/2010

Se pretendessimo dai nostri amministratori la creazione ex novo di un parco come Villa Borghese, opera di geniali architetti, botanici, mecenati, considerato dall'Unesco patrimonio dell'umanità, saremmo sciocchi e crudeli. Tuttavia, fra la realizzazione di un'opera straordinaria e la sua comprensione, corre un mondo. Anche menti semplici, infatti, possono capire con facilità di trovarsi alla presenza di un giardino pubblico unico, sia per collocazione, sia per disegno, sia per patrimonio arboreo, sia per la presenza di un rilevante numero di importanti musei. Ma ormai da parecchi anni Villa Borghese affonda nel degrado. Se Bertrand Delanoe, sindaco di Parigi, ama accogliere il visitatore nella distesa impeccabile dei giardini delle Tuileries, fra prati perfetti e aiuole che si alternano a seconda delle stagioni, e con orgoglio Boris Johnson sindaco di Londra spalanca i cancelli di Hyde Park fra magnifici roseti, scoiattoli, anatre, laghi e siepi custoditi da battaglioni di giardinieri, da noi Gianni Alemanno offre al cittadino e all'avventizio lo sconforto di una villa meravigliosa, i cui cespugli sovente fungono da gabinetto. Questa potrebbe considerarsi una stranezza, peraltro condivisa dal suo predecessore, se non fosse che parliamo di un bene comune in via di alienazione definitiva. Oltrepassato un certo limite il danno si fa perenne, e bisogna esserne coscienti. Nel lasciar correre, infatti, abbiamo sempre l'idea di poter recuperare. Specialmente per quanto riguarda il territorio, la natura. Nel caso di un parco storico, alberi secolari, ecosistemi antichi, non è affatto così. Basta guardare le fotografie di Villa Borghese vent'anni fa: è sparita Quando si insorge contro la privatizzazione del parco, vale a dire le folli concessioni a manifestazioni e concerti in luoghi già fragili e malconci come Piazza di Siena, non è un capriccio. Mezzi pesanti, impalcature, cavi elettrici, colossali impianti, per giorni invadono la Villa al momento di preparare, distruggendo e sfondando vegetazione e monumenti Quindi, ha luogo l'evento. Vedi lo spropositato villaggio sponsor del Concorso Ippico, il Fifa Fan Fest dei Mondiali di Calcio, i concerti di Renato Zero, la festa dell'Azione Cattolica. Fiumi di gente invadono il giardino e lasciano cartacce, lattine, rifiuti. Mattina e sera, gli altoparlanti infastidiscono le persone e terrorizzano gli animali. Se è tempo di nidi, le madri abbandonano le uova o i pulcini, e i piccoli muoiono. A giostra finita, si sbaracca. Di nuovo camion, gru, operai, ferraglie. La pulizia della Villa è irregolare e pessima. Ogni volta, diciamo addio a qualcosa: un pezzo della nostra storia e del nostro patrimonio. Perché? Per chi? Per sanare il bilancio pubblico? Cosa ricava il Comune dalla cessione della Villa a tali raduni? Cifre importanti, o la semplice occupazione del suolo pubblico? Sarebbe giusto saperlo. Inoltre, mettere a reddito così inopportunamente il parco potrebbe trovare senso teorico solo se congrui ricavati fossero investiti nella sua cura e conservazione. Altrimenti, l'unico vantaggio apparente è quello del consenso politico diretto, inutile alla comunità e al salvataggio di Villa Borghese.

lunedì 10 maggio 2010

Il Colosseo cade a pezzi, archeologi in allarme

Il Colosseo cade a pezzi, archeologi in allarme
CARLO ALBERTO BUCCI
LUNEDÌ, 10 MAGGIO 2010 LA REPUBBLICA

Si staccano dei frammenti.Gli esperti: intervenire subito. Il ministero: sponsor per il restauro

Il frammento di intonaco è caduto all´alba sulle reti di protezione, nessun pericolo per i turisti

ROMA - Il silenzio che all´alba circonda il Colosseo è stato rotto ieri alle sei dal tonfo di un pezzo di intonaco caduto dalla volta di un corridoio al pian terreno e franato sulla rete di protezione, così violentemente da romperla prima di polverizzarsi a terra. Nessun pericolo per i turisti visto che il monumento - 3 milioni e 200mila ingressi l´anno - in quell´ora era chiuso (ha aperto regolarmente alle 8.30 dopo che l´area critica è stata transennata). E nessun confronto con il boato che, proprio lì di fronte, sul Colle Oppio, il 30 marzo ha accompagnato il collasso devastante di un´intera volta delle gallerie traianee annesse alla Domus Aurea. Infatti, la porzione di malta risalente ai tempi dei Flavi, staccatasi ieri dal Colosseo, misura solo mezzo metro quadrato. «Eppure si è sfiorata la tragedia - denuncia la Confederazione italiana archeologi, attraverso la presidente Giorgia Leoni - perché se il crollo fosse avvenuto a monumento aperto, avrebbe potuto colpire i visitatori».
L´intonaco sbriciolato è un campanello di allarme per la tenuta del monumento simbolo di Roma, che ha molti gioielli a rischio: oltre alla Domus di Nerone e a quella di Tiberio sul Palatino, sono sotto la minaccia crolli le mura aureliane e la lunga dorsale degli splendidi acquedotti antichi. Per il Colosseo esiste già un finanziamento della Soprintendenza archeologica per prossimi interventi da 400mila e 360mila euro in due settori dello "stadio". «Ma c´è un piano da 23 milioni per un restauro completo - ha detto il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro - . Si stanno cercando gli sponsor e penso che in 15 giorni chiuderemo la partita». Si aggiunge all´appello la direttrice del Colosseo, Rossella Rea: «L´anfiteatro è stato un cantiere sin dalla nascita e adesso dobbiamo mettere mano anche a questo corridoio. Se gli sponsor ci sono, è ora che si facciano avanti. Comunque noi entro l´estate apriremo al pubblico il terzo anello e parte dei sotterranei».
A Roma ci si aspetta che nell´agone si getti innanzitutto Diego Della Valle. Mister Tod´s è stato indicato dal sindaco Alemanno come il capofila della cordata di imprenditori italiani disposti a mettere mano al portafoglio. E nel suo viaggio ad aprile in Giappone, Alemanno sarebbe tornato con almeno un industriale pronto a finanziare, come fecero i suoi connazionali per la Cappella Sistina, la rinascita del capolavoro di marmo e mattoni.
Il Campidoglio, responsabile della piazza, ha sempre avuto un rapporto conflittuale con lo Stato, che ha in cura il Colosseo. E l´uso disinvolto dell´area esterna - concessa per mega concerti e perfino per sedute di boxe e una kermesse calcistica - ha sempre trovato resistenze (spesso vane) da parte degli uffici ministeriali. Ora però alla caccia agli sponsor lavorano insieme Comune e Collegio romano, soprintendente statale (Giuseppe Proietti) e capitolino (Umberto Broccoli). E il 17 maggio Roberto Cecchi, l´architetto del ministero chiamato a sostituire Guido Bertolaso come commissario dell´archeologia romana, presenterà il suo rapporto sullo stato dell´arte. La parola d´ordine del libro è «manutenzione preventiva programmata». Quella che, avendo più soldi e più personale, avrebbe evitato il crollo di ieri mattina.

domenica 2 maggio 2010